Il sistema attuale per il supporto ADHD e autismo si basa eccessivamente sulla diagnosi come porta d’accesso all’aiuto, non riuscendo a soddisfare una domanda in costante aumento, secondo una revisione indipendente riportata da Medscape.

La relazione finale della revisione guidata dal professor Peter Fonagy esamina le condizioni di salute mentale, ADHD e autismo per tutte le età. Il rapporto rileva che il riconoscimento di ADHD e autismo è aumentato drasticamente, con oltre 560.000 persone che avevano un ‘open referral’ per ADHD alla fine del 2025, più di 17 volte il numero del 2019, mentre i servizi non hanno tenuto il passo.

“Continuing as we are is not sustainable,” hanno affermato gli autori, sottolineando come le attese siano troppo lunghe per supporto, diagnosi e trattamento, con la diagnosi diventata il principale accesso al supporto, che invece dovrebbe essere disponibile prima, durante e dopo la valutazione.

La revisione raccomanda di passare a un sistema ‘needs-led plus diagnosis’, per ridurre i tempi di attesa inaccettabili e ristrutturare il supporto clinico e non clinico, adottando un approccio serio alla prevenzione e al benessere e migliorando la cura della salute mentale e neuro-sviluppo, specialmente nella comunità.

“Diagnosis remains essential and must be protected,” ha dichiarato Fonagy in un comunicato stampa, evidenziando come l’attuale sistema non stia funzionando per chi ne ha più bisogno, con il rischio di misdiagnosi e overdiagnosi, e la necessità di studi aggiornati sulla prevalenza della popolazione.

La necessità di un nuovo modello di cura è chiara, con la domanda e la consapevolezza in aumento che affrontano capacità limitate e percorsi frammentati, rendendo gli “incremental fixes” insufficienti, nonostante l’impegno del governo a supportare bambini, giovani e adulti in difficoltà mentale.

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