In occasione della Settimana dell’allattamento 2026, la Commissione d’Albo Nazionale Infermieri Pediatrici ha pubblicato un contributo dedicato al ruolo del sostegno infermieristico all’allattamento, con particolare attenzione alle situazioni in cui la gravidanza è resa più complessa da patologie materne o da condizioni del neonato che richiedono un percorso assistenziale articolato.
Il documento sottolinea come l’allattamento rappresenti un punto di riferimento importante per molte famiglie, ma evidenzia anche che non sempre il percorso è lineare. In alcuni casi, infatti, la gravidanza può essere definita “a rischio” o accompagnata da una patologia cronica materna, oppure il neonato può essere destinato a un ricovero in Terapia Intensiva Neonatale (TIN) o in Chirurgia Pediatrica. In queste situazioni, il sostegno infermieristico assume un ruolo centrale, soprattutto quando la donna è presa in carico da ambulatori specialistici, ospedali pediatrici o servizi territoriali.
Secondo la Commissione, gli infermieri pediatrici, attraverso un approccio professionale e personalizzato, possono contribuire a individuare precocemente bisogni e difficoltà, preparare la famiglia e favorire la continuità tra ospedale e territorio. In particolare, viene evidenziata l’importanza di una presa in carico precoce e di una corretta informazione per evitare che false credenze o indicazioni non aggiornate ostacolino l’avvio dell’allattamento.
Il documento richiama anche le raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e della Società Italiana di Neonatologia, che promuovono l’allattamento al seno come pratica raccomandata anche in presenza di patologie materne o neonatali, salvo rare controindicazioni. Tra le condizioni cliniche affrontate figurano cardiopatie congenite, fibrosi cistica, diabete preesistente o gestazionale, epilessia, talassemia, patologie reumatiche e problemi di salute mentale.
Per ciascuna situazione, il contributo evidenzia l’importanza di un’informazione personalizzata e basata sulle evidenze scientifiche. Ad esempio, viene ricordato che la maggior parte dei farmaci antiepilettici è compatibile con l’allattamento e che in presenza di patologie croniche materne è fondamentale considerare non solo la compatibilità farmacologica, ma anche aspetti come l’equilibrio metabolico, l’affaticamento e la possibilità di riposo.
Un’attenzione particolare viene riservata anche alle gravidanze in cui è previsto un intervento chirurgico neonatale precoce. In questi casi, gli infermieri pediatrici possono favorire incontri prenatali con il reparto, permettendo alla donna e alla coppia di familiarizzare con l’ambiente di Terapia Intensiva Neonatale o di Chirurgia Pediatrica, conoscere le tecnologie utilizzate, come incubatrici, monitor e ventilazione, e prepararsi all’eventuale separazione temporanea dal neonato.
L’obiettivo, conclude la Commissione, è quello di preparare la donna all’eventualità di un ricovero neonatale, sostenendo il percorso di allattamento attraverso un’assistenza competente e orientata ai bisogni individuali.

