Agenas e Altems, l'Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell'Università Cattolica, hanno pubblicato il 14 ottobre 2026 il modello di riferimento del Percorso Preventivo Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PPDTA) della broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) nell'adulto.
In Italia la prevalenza della malattia negli adulti è del 5,6%, per un totale di oltre 3,5 milioni di persone, ed è la sesta patologia cronica più diffusa. La BPCO è responsabile di oltre il 55% dei decessi per malattie respiratorie. A livello globale, meno del 6% degli adulti ha ricevuto una diagnosi ufficiale di BPCO.
Il documento assegna un ruolo specifico all'infermiere di famiglia o di comunità (IFoC), che si occupa di educazione, aderenza, monitoraggio e counseling vaccinale all'interno di un gruppo guidato dallo pneumologo. L'infermiere è coinvolto in tre fasi del percorso: trattamento, follow-up ed educazione.
I criteri per la diagnosi di BPCO sono la presenza di sintomi respiratori cronici (dispnea, tosse, espettorazione, ridotta tolleranza allo sforzo), l'esposizione a fattori di rischio e la documentazione di un'ostruzione bronchiale (FEV1/FVC < 0,7 dopo broncodilatatore). Non rientrano nel percorso i minori di 18 anni, chi ha un rapporto FEV1/FVC ≥ 0,70 e chi presenta un'ostruzione completamente reversibile dopo broncodilatatore.
Il documento suggerisce di prendere in considerazione la BPCO in tutti gli adulti oltre i 35 anni con sintomi respiratori persistenti o esposizione a fattori di rischio. Il medico del RUAP (Ruolo Unico di Assistenza Primaria) può eseguire la spirometria semplice o inviare il paziente a un ambulatorio pneumologico.
Prima della conferma della diagnosi, sono indicati interventi non farmacologici come la cessazione del fumo e l'educazione sanitaria. Il trattamento farmacologico è limitato al controllo dei sintomi, senza terapie inalatorie di mantenimento.
Lo pneumologo conferma la diagnosi e valuta la gravità della BPCO, potendo richiedere test di funzionalità respiratoria e altre indagini. La valutazione della gravità si basa su tre dimensioni: grado di ostruzione, entità dei sintomi e frequenza e gravità delle riacutizzazioni.
La classificazione GOLD distingue la gravità della BPCO in:
• GOLD 1: FEV1 ≥ 80% (Lieve)
• GOLD 2: FEV1 50-79% (Moderata)
• GOLD 3: FEV1 30-49% (Severa)
• GOLD 4: FEV1 < 30% (Molto severa)
Il percorso parla in modo esplicito di educazione terapeutica, tecnica inalatoria, aderenza, vaccinazioni e riconoscimento precoce delle riacutizzazioni.

