Secondo quanto riportato da Clinical Gastroenterology and Hepatology, un gruppo di esperti ha pubblicato nuove raccomandazioni sui criteri diagnostici per la colite ulcerosa acuta severa (ASUC), una condizione che può rappresentare un’emergenza medica. I criteri attualmente in uso risalgono agli anni ‘50 e mostrano una scarsa accuratezza diagnostica. Una diagnosi tempestiva è cruciale per evitare complicanze come infezioni enteriche e la necessità di colectomia.
“Questi criteri includono parametri clinici e di laboratorio aggiuntivi per la validazione in studi prospettici”, affermano gli autori.
La ASUC è una condizione infiammatoria del colon e del retto. Un panel Delphi composto da gastroenterologi di Europa, Nord America e Asia-Pacifico ha aggiornato i criteri per l’identificazione precoce della malattia.
Il gruppo ha individuato tre criteri principali per la diagnosi: livelli di CRP almeno due volte il limite superiore della norma (ULN), sei o più evacuazioni in 24 ore e il 50% o più delle evacuazioni contenenti sangue visibile in 24 ore. A questi si aggiungono due criteri minori: almeno due tra albumina bassa, aumento della frequenza cardiaca, evacuazioni notturne, emoglobina bassa, temperatura corporea elevata e conteggio dei leucociti elevato.
Per i pazienti in trattamento con corticosteroidi ad alta dose, i criteri principali sono stati modificati: CRP almeno 1 x ULN e il 33% o più delle evacuazioni con sangue visibile in 24 ore.
La diagnosi di ASUC deve essere confermata tramite endoscopia, escludendo infezioni come quella da citomegalovirus. Inoltre, devono essere utilizzati metodi radiologici per escludere il megacolon tossico. ESR (erythrocyte sedimentation rate) e FCP (fecal calprotectin) sono biomarcatori segnalati ma non inclusi nei nuovi criteri.

