Come riportato da nurse24.it, in Italia il diabete mellito colpisce il 5% degli adulti, una percentuale che sta crescendo anche tra i giovani. Il PPDTA (Piano di gestione del diabete dell’Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) di Agenas sottolinea la necessità di una gestione integrata del paziente, in cui gli infermieri svolgono un ruolo chiave. Questo è ancora più importante dopo l’introduzione del monitoraggio continuo della glicemia (CGM) come standard di cura anche per il diabete tipo 2 nelle nuove linee guida SID–AMD 2025.
Il Congresso Nazionale SID 2025 ha evidenziato le criticità dell’assistenza alle persone con diabete in Italia, mettendo in luce l’importanza della teleassistenza e dell’assistenza infermieristica digitale. Il team diabetologico, con il valore aggiunto dell’infermiere, è fondamentale per affrontare problematiche specifiche come il piede diabetico, la retinopatia diabetica e la neuropatia diabetica. L’educazione terapeutica rimane centrale, con un focus sulla formazione sia dei pazienti sia degli infermieri.
Sul fronte della prevenzione, si segnala anche l’iniziativa legislativa che introduce lo screening per diabete e celiachia nei bambini, sottolineando come “la prevenzione debba essere obiettivo primario, perché il diabete, in particolare quello di tipo 1, è una malattia autoimmune che non si può prevenire”. Infine, l’attenzione si sposta sulle nuove tecnologie, come i sistemi di monitoraggio in continuo della glicemia, che offrono nuove opportunità ma richiedono una corretta gestione da parte del personale sanitario.
In questo contesto, gli infermieri svolgono un ruolo cruciale anche nella gestione delle complicanze cutanee del diabete, con un focus particolare sulle ulcere e piaghe del piede diabetico. Le statistiche mostrano che un paziente su 4 è diabetico e ha prognosi peggiore, rendendo la gestione delle complicanze cutanee una priorità per migliorare la qualità della vita dei pazienti.

