Una nuova ricerca presentata a Milano durante l'Annual Meeting della European Association for the Study of Diabetes (EASD) 2026 suggerisce che i cambiamenti strutturali nella retina possano precedere l'insorgenza di diabete conclamato e perfino la fase di prediabete. Lo studio, guidato da Rafael Simó, MD, PhD, del Vall d'Hebron Research Institute di Barcellona, ha esaminato la relazione tra i livelli di emoglobina glicata (A1c) e lo spessore retinico misurato tramite tomografia a coerenza ottica (OCT) in una vasta popolazione britannica senza diagnosi pregressa di diabete.
Secondo quanto riportato da Healio, l'analisi ha identificato un punto di svolta a circa 5.4 A1c per lo spessore dello strato delle cellule gangliari e del plesso sinaptico interno (GCL-IPL), suggerendo che i cambiamenti retinici iniziano a manifestarsi prima della soglia di 5.7 A1c utilizzata per definire il prediabete e molto prima della soglia di 6.5 A1c per la diagnosi di diabete. "Questo significa che la perdita neuronale — e questo è importante — sta avvenendo prima dei criteri diagnostici attuali del diabete", ha dichiarato Simó durante la presentazione dei risultati.
Lo studio ha coinvolto 32,581 partecipanti provenienti dal UK Biobank, escludendo coloro con malattie oculari che potrebbero influenzare lo spessore retinico e partecipanti con malattie neurodegenerative. L'analisi spline cubica ristretta ha mostrato una relazione non lineare tra A1c e spessore retinico, con un aumento iniziale seguito da un assottigliamento significativo.
Secondo i ricercatori, la diagnosi attuale di prediabete e diabete si basa su soglie glicemiche associate allo sviluppo di malattie microvascolari, in particolare la retinopatia diabetica. Tuttavia, la retinopatia diabetica è oggi vista sempre più come una malattia neurovascolare complessa, che include una significativa componente di neurodegenerazione precoce. Simó ha sottolineato come questo scenario sollevi una domanda clinica importante: "Se questo è il caso, perché dobbiamo aspettare che esista un danno microvascolare?"
L'analisi aggiustata per età, sesso, pressione arteriosa media, circonferenza vita, etnia, stato di fumatore e consumo di alcol ha confermato che la relazione tra A1c e spessore retinico è non lineare, con un aumento iniziale dello spessore della GCL-IPL prima del punto di svolta a 5.4 A1c, seguito da un progressivo assottigliamento.
Nei partecipanti con diabete, lo spessore della GCL-IPL era ridotto di circa 1 µm rispetto a quelli con livelli di glucosio normali, mentre i partecipanti con prediabete presentavano uno spessore maculare totale ridotto di circa 1.5 µm.

