Il 10 ottobre 2026 si celebra la Giornata mondiale della salute mentale, promossa dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Il tema scelto per quest'anno è "Lived experiences heard: real voices, real change", tradotto in italiano come "Ascoltare le esperienze vissute: voci autentiche, cambiamenti reali". La campagna punta a mettere al centro le persone con problemi di salute mentale, riconoscendo il valore delle loro esperienze e il diritto di partecipare attivamente alle decisioni che riguardano la loro cura e la loro vita.

Secondo i dati più recenti dell'Oms, nel mondo circa 1,2 miliardi di persone, quasi una su sette, convivono con un disturbo mentale. I più diffusi sono i disturbi d'ansia e i disturbi depressivi, che possono avere un forte impatto sulla qualità della vita, sulle relazioni sociali e sulla capacità di svolgere le attività quotidiane. Nella Regione europea dell'Oms, che comprende anche l'Italia, si stima che circa 140 milioni di persone, una su sei, convivano con problemi di salute mentale.

Nonostante la diffusione dei disturbi mentali, molte persone non ricevono l'assistenza di cui hanno bisogno. Tra le principali criticità ci sono lo stigma, la discriminazione, le disuguaglianze sociali e le difficoltà economiche, che ostacolano l'accesso ai servizi e impediscono a chi soffre di chiedere aiuto. La salute mentale rappresenta una componente essenziale della salute generale e non coincide esclusivamente con l'assenza di disturbi psichiatrici: comprende infatti il benessere emotivo, psicologico e sociale dell'individuo.

Il tema della campagna sottolinea che le esperienze vissute dalle persone non sono solo racconti personali, ma una forma di conoscenza fondamentale per migliorare i sistemi di assistenza. Ascoltare significa quindi riconoscere alla persona un ruolo attivo nelle decisioni che riguardano la propria salute, promuovendo un'assistenza orientata alla persona e costruita sulle sue esigenze, preferenze e risorse. In questo contesto, l'esperienza di chi ha vissuto direttamente un problema di salute mentale rappresenta uno strumento utile per progettare servizi più accessibili, rispettosi e vicini ai bisogni reali.

Negli ultimi anni diversi Paesi hanno iniziato a coinvolgere maggiormente le persone con esperienza diretta e le associazioni dei familiari nei programmi di salute mentale. Secondo il Mental Health Atlas 2024 dell'Oms, il 45% dei Paesi rispondenti ha dichiarato di collaborare con persone con esperienza diretta e associazioni di familiari o caregiver. Tuttavia, resta ancora molto lavoro da fare per garantire una partecipazione stabile e strutturata nei processi decisionali.

Per rendere concreto il cambiamento, l'Oms propone di costruire servizi che ascoltino, coinvolgano e accompagnino realmente le persone. Questo significa mettere al centro il valore dell'esperienza vissuta, sostenere la partecipazione attiva degli utenti e promuovere un'assistenza rispettosa, accessibile e basata sulle esigenze di ciascun individuo. In questo modo, le persone non sono solo beneficiarie delle cure, ma diventano protagoniste del percorso di assistenza e del cambiamento dei servizi.

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