Una nuova ricerca solleva preoccupazioni sull'uso della glucosamina, un integratore alimentare comunemente assunto per la salute delle articolazioni, in relazione alla progressione delle demenze, secondo quanto riportato da Medscape l'8 ottobre 2026. Lo studio ha analizzato cartelle cliniche elettroniche di oltre 24.000 pazienti con Alzheimer e demenze correlate e quasi 42.000 con lieve compromissione cognitiva. Circa l'8% dei pazienti era in trattamento con glucosamina.

Secondo i risultati, l'uso di glucosamina è stato associato a un aumento del 25% della probabilità di progressione da lieve compromissione cognitiva a demenza completa entro 5 anni. Nei pazienti già diagnosticati con demenza, l'uso dell'integratore è stato associato a un aumento del 25% del rischio di morte entro 10 anni.

Gli autori dello studio suggeriscono che il meccanismo alla base potrebbe essere la glicolazione, il sistema di etichettatura e spedizione delle cellule per il corretto funzionamento delle proteine. Post-mortem, questo processo è risultato aumentare in relazione alla gravità della malattia. Esperimenti su modelli murini hanno mostrato che la riduzione della glicolazione migliorava la cognizione, mentre l'assunzione di glucosamina peggiorava le condizioni cognitive.

Tuttavia, gli esperti sottolineano che i dati sono osservazionali e mostrano un'associazione, non una prova di causalità diretta. Pur richiedendo cautela, i risultati suggeriscono che è opportuno avviare conversazioni con i pazienti a rischio, in particolare quelli con lieve compromissione cognitiva o demenza. Alcuni esperti chiedono trial clinici su larga scala per confermare se la glucosamina accelera realmente il declino cognitivo. Fino ad allora, gli specialisti suggeriscono che la glucosamina meriti una revisione nelle pratiche cliniche per i pazienti a rischio.

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