Due nuovi episodi di aggressione a infermieri di pronto soccorso si sono verificati nel fine settimana tra Napoli e Agrigento, riportando al centro dell’attenzione il tema della sicurezza del personale sanitario nei presidi di emergenza. Il primo episodio è avvenuto nella notte tra sabato e domenica all’Ospedale Vecchio Pellegrini di Napoli, dove un paziente ha colpito al volto un infermiere di turno per poi minacciarlo di morte. L’aggressore, secondo quanto ricostruito da La Repubblica, è stato identificato e denunciato dalla Polizia di Stato: si tratta di un uomo già noto per precedenti comportamenti aggressivi. L’infermiere ha riportato una prognosi di dieci giorni. Il prefetto di Napoli, Michele di Bari, ha espresso “la più ferma e assoluta condanna” dell’episodio, evidenziando come gli infermieri siano “sempre più spesso vittime di violenze fisiche e verbali” nell’esercizio del loro lavoro e ribadendo la necessità di rafforzare le misure di sicurezza negli ospedali. In una nota diramata dopo la riunione del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, il prefetto ha sottolineato l’importanza di presidi fissi di polizia, guardie giurate, collegamenti diretti con le forze dell’ordine e sistemi di videosorveglianza per prevenire episodi di violenza.

Il secondo episodio ha riguardato il pronto soccorso dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento. Secondo quanto riportato da La Sicilia, un uomo in stato di alterazione avrebbe sfondato una vetrata del reparto e tentato di aggredire un infermiere. L’intervento tempestivo di un agente della polizia penitenziaria fuori servizio e di una guardia giurata ha impedito il contatto fisico, bloccando l’uomo prima che potesse colpire il sanitario. L’infermiere non ha riportato lesioni. Le cronache locali non riferiscono di denunce a carico dell’aggressore.

Il fenomeno delle aggressioni al personale sanitario resta una questione rilevante a livello nazionale. Secondo i dati diffusi dall’Asl Napoli 1 Centro e ripresi dal quotidiano Il Mattino, nel 2026 sono stati registrati 21 episodi di aggressione fisica nei confronti di infermieri sul territorio dell’azienda sanitaria; il numero sale a 34 sommando i casi segnalati all’Asl Napoli 2 Nord. La Relazione 2025 dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza degli esercenti le professioni sanitarie (ONSEPS) del Ministero della Salute ha censito quasi 18.000 episodi di aggressione e 23.367 operatori coinvolti. Gli infermieri risultano la categoria professionale più esposta, rappresentando il 55% dei casi, seguiti dai medici (16%) e dagli operatori sociosanitari (11%). Nel 60% delle segnalazioni le vittime sono donne. I contesti più critici restano il pronto soccorso, i Servizi psichiatrici di diagnosi e cura (SPDC) e le aree di degenza. Il 69% delle aggressioni è di natura verbale, il 25% fisica e il restante 6% riguarda danneggiamenti a beni e strutture.

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