La gestione locale delle lesioni croniche con sospetto biofilm nell'adulto ha ora un riferimento formalmente riconosciuto dal Sistema Nazionale Linee Guida (SNLG). Lo riporta l'ISS, che il 22 ottobre ha pubblicato nel SNLG la Raccomandazione di Buona Pratica Clinico-Assistenziale RBPCA-00168, realizzata da AISLeC come ente capofila in collaborazione con AIUC e accolta dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS).
Il documento nasce da un percorso di consenso basato sugli indirizzi metodologici ISS per le buone pratiche basate sul consenso. Il gruppo di lavoro metodologico era formato da Rosario Caruso, professore associato di Scienze infermieristiche all'Università degli Studi di Milano e direttore dell'Unità di ricerca delle professioni sanitarie e trasferimento delle evidenze dell'IRCCS MultiMedica, da Greta Ghizzardi, chair del Comitato tecnico scientifico di AISLeC, e da Valentina Vanzi, Martin Iurilli e Lorenzo Drago. Il consenso è stato moderato dal presidente AISLeC Gianluca Castiello.
Dopo una revisione della letteratura di 6.534 record su cinque banche dati, aggiornata al 21 giugno 2026, il gruppo ha valutato 30 scenari clinici sulla gestione locale del biofilm, votati da dodici esperti anonimi con il metodo RAND/UCLA in due round. Il documento è stato giudicato «pubblicabile» dalla griglia di valutazione dell'ISS dopo la revisione di due esperti esterni e il parere dell'ISS di settembre.
Le raccomandazioni indicano di valutare sistematicamente il sospetto di biofilm con indicatori clinici, detergere letto e cute perilesionale a ogni cambio, eseguire e ripetere il debridement, riattivare i bordi non avanzanti, usare antisettici mirati e a durata definita, e scegliere la medicazione in base a fase ed essudato, con compressione nelle ulcere venose. Il panel ha giudicato inappropriati gli antibiotici topici come strategia ordinaria e il debridement di un'escara secca con sospetta ischemia prima della valutazione vascolare.
Sul piano normativo, la legge Gelli-Bianco (legge 24/2017) prevede all'articolo 5 che in assenza di linee guida pertinenti i professionisti sanitari si attengano alle buone pratiche clinico-assistenziali definite e pubblicate ai sensi dell'articolo 3. Inoltre, l'articolo 590-sexies del codice penale esclude la punibilità per imperizia se si rispettano le buone pratiche clinico-assistenziali, salvo i casi di colpa grave. Il disegno di legge A.C. 2700-A, in esame alla Camera, propone di affiancare le buone pratiche alle linee guida e di rendere punibile solo per colpa grave chi vi si attiene.
Per gli infermieri, la raccomandazione ribadisce la centralità del metodo clinico nella gestione delle lesioni croniche, rendendo necessario documentare in cartella valutazione, interventi e motivazioni di eventuali scostamenti dalle raccomandazioni.

