Il lupus eritematoso sistemico (LES) è una malattia autoimmune cronica che può colpire diversi organi e tessuti del corpo. I corticosteroidi sono stati un pilastro fondamentale del trattamento del LES per decenni, grazie alla loro capacità di controllare rapidamente l'infiammazione e ridurre i sintomi durante le riacutizzazioni della malattia. Tuttavia, l'uso prolungato di questi farmaci è associato a una serie di effetti collaterali significativi, tra cui osteoporosi, cataratte, diabete e complicazioni cardiovascolari.

Negli ultimi anni, l'obiettivo del trattamento del LES si è spostato dalla semplice riduzione della dose di corticosteroidi a lungo termine verso un approccio più ambizioso: la sospensione completa del farmaco quando l'attività della malattia lo consente. Questo cambiamento di paradigma riflette una crescente consapevolezza dei rischi associati all'uso cronico dei corticosteroidi e un impegno verso una gestione più sicura e personalizzata della malattia.

Una delle domande cliniche più rilevanti è quando sia possibile ridurre l'uso di corticosteroidi con il minor rischio di riacutizzazioni della malattia. Tuttavia, è importante chiarire che, a differenza di alcune condizioni come l'asma, non esiste un consenso clinico sulla definizione di "dipendenza da corticosteroidi" nel contesto del LES. In questo caso, non si parla di dipendenza in senso stretto, ma piuttosto di rischio di riacutizzazione della malattia quando il farmaco viene ridotto o sospeso.

Nel 2023, l'European Alliance of Associations for Rheumatology (EULAR) ha aggiornato le sue raccomandazioni, riducendo la soglia di prednisone considerata accettabile, in assenza di alternative terapeutiche, da 7.5 mg/d a 5 mg/d, con un forte supporto del 96.3% dei membri. Questo cambiamento riflette l'evidenza osservazionale secondo cui una minore esposizione ai glucocorticoidi è associata a un minor danno cumulativo agli organi. Anche l'American College of Rheumatology ha sottolineato la necessità di minimizzare l'esposizione ai glucocorticoidi come una priorità nella gestione del LES. Tuttavia, è importante notare che queste raccomandazioni si basano prevalentemente su evidenze osservazionali e non su trial clinici randomizzati.

Uno studio multicentrico pubblicato su RMD Open nel 2025 ha analizzato i criteri per interrompere l'uso dei corticosteroidi con il minor rischio di riacutizzazione della malattia. Lo studio ha coinvolto 324 pazienti con lupus attivo in trattamento con corticosteroidi. Di questi, 220 pazienti hanno interrotto i corticosteroidi durante il follow-up, ma hanno mostrato un rischio maggiore di riacutizzazione della malattia.

I risultati hanno evidenziato che il rischio di riacutizzazione severa era significativamente inferiore quando i corticosteroidi venivano interrotti in pazienti in remissione, secondo i criteri DORIS. Questo suggerisce che la sospensione dei corticosteroidi dovrebbe essere considerata quando la malattia è sotto controllo stabile e non in fase attiva.

In sintesi, la gestione del lupus richiede un equilibrio delicato tra il controllo dell'infiammazione e la minimizzazione dei rischi a lungo termine associati ai corticosteroidi. Le evidenze attuali supportano un approccio personalizzato, in cui la sospensione dei corticosteroidi viene valutata caso per caso, preferibilmente quando la malattia è in remissione.

Fonti