L’emergenza morbillo in Liguria assume dimensioni sempre più preoccupanti. Dodici casi sono stati registrati dall’inizio di settembre 2026, quattro dei quali hanno richiesto il ricovero al Policlinico San Martino di Genova per complicanze polmonari, neurologiche ed epatiche, confermando la gravità della situazione sanitaria nella regione. A lanciare l’allarme è Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino, che sui social ha parlato di un quadro epidemiologico destinato a peggiorare rapidamente.
«Siamo di fronte a una vera e propria emergenza morbillo», ha dichiarato Bassetti. «Siamo solo all’inizio di una gravissima epidemia che colpirà probabilmente non solo la Liguria, ma in generale l’Italia. Il morbillo è una malattia grave, una malattia gravissima. Nei nostri reparti abbiamo quattro persone ricoverate, tutte con complicanze, due con complicanze polmonari, una con complicanze neurologiche e una con complicanze epatiche. Siamo solo all’inizio e dobbiamo aspettarci quello che abbiamo già visto accadere in altri Paesi europei. Il morbillo non è una malattia per bambini, non è una malattia che si risolve sempre senza problemi. Ha una mortalità che nei Paesi occidentali è di uno su mille, quindi cento volte superiore a quella dell’influenza».
Le dichiarazioni dell’infettivologo arrivano dopo la riunione del tavolo tecnico regionale, durante la quale è stato fatto il punto sulla diffusione del virus. I casi registrati nelle ultime settimane sono due al Gaslini, tre a Sanremo, sei nell’Azienda Ospedaliera Metropolitana e uno a Savona. La maggior parte riguarda adulti tra i 30 e i 55 anni non vaccinati, mentre solo due casi hanno coinvolto bambini. Un dato che conferma come la malattia non sia affatto limitata all’età pediatrica.
Dietro la recrudescenza del morbillo c’è una copertura vaccinale insufficiente. In Liguria la vaccinazione contro il morbillo si ferma al 91%, ben al di sotto della soglia del 95% ritenuta necessaria per eliminare la trasmissione endemica del virus. «Tutto questo fa sì che il virus circoli, e circoli pesantemente», ha sottolineato Bassetti, aggiungendo che l’epidemia non è una sorpresa: «Ci aspettavamo che esplodesse, perché il virus sta circolando in tutta Europa e in tutto il mondo».
La situazione sta evolvendo rapidamente. Il 4 settembre 2026 l’assessore regionale alla Sanità Massimo Nicolò aveva dichiarato che dall’inizio dell’anno erano stati segnalati sette casi di morbillo, quattro dei quali nell’ultima settimana, sottolineando la necessità di rafforzare prevenzione e sensibilizzazione. Pochi giorni dopo, il numero è già salito a dodici, con quattro pazienti ricoverati.
Anche i dati nazionali dell’Istituto Superiore di Sanità confermano una tendenza in crescita. A gennaio 2026 sono stati segnalati 84 casi di morbillo, 73 dei quali confermati in laboratorio. Il 90,9% dei contagiati non era vaccinato e l’incidenza più elevata è stata registrata nei bambini tra zero e quattro anni, mentre l’età mediana dei contagiati è di 28 anni. Per il periodo successivo, l’ISS specifica che il flusso dei dati verso le piattaforme di sorveglianza è momentaneamente interrotto.
L’emergenza in Liguria, dunque, non è un episodio isolato, ma il segnale di un rischio più ampio. Gli esperti parlano apertamente della possibilità di un’epidemia grave in Italia, con una malattia altamente contagiosa e potenzialmente letale che non riguarda solo i bambini, ma anche gli adulti. Un quadro che richiede attenzione immediata e interventi concreti per aumentare le coperture vaccinali e limitare la diffusione del virus.

