Secondo un articolo pubblicato da Medscape nel giugno 2023, la ricerca scientifica sul periodo refrattario femminile post-orgasmico è ancora limitata, ma un piccolo studio ha recentemente iniziato a esplorare questo fenomeno. Lo studio, intitolato "Post-Orgasmic Refractory Period (PORT) in Women: Myth or Reality? Results of an Exploratory Study," è stato pubblicato sul Journal of Sexual Medicine e condotto in Germania tra gennaio e dicembre 2023.
Nel corso di un'intervista con Medscape, la sessuologa Ana Lombardía ha discusso i risultati dello studio e il loro significato clinico. Lombardía ha spiegato che, nonostante la convinzione comune che le donne non abbiano un periodo refrattario e possano avere orgasmi multipli durante un incontro sessuale, molte donne riferiscono di dover interrompere l'attività sessuale dopo aver raggiunto l'orgasmo, necessitando di una pausa di alcune ore o di un giorno intero prima di sentirsi nuovamente eccitate.
Lo studio ha raccolto dati da 117 partecipanti e ha scoperto che nel 94.2% delle esperienze sessuali in cui è stato raggiunto l'orgasmo, le donne hanno riportato una mancanza di desiderio di continuare l'attività sessuale, una risposta che durava da un minimo di 30 minuti fino a 21 ore. Al contrario, tra le partecipanti che non hanno raggiunto l'orgasmo ma hanno comunque sperimentato un picco di piacere, il 39.5% ha riportato un'intensificazione del piacere durante l'attività sessuale.
Lombardía ha sottolineato che la necessità di interrompere l'attività sessuale dopo l'orgasmo non rappresenta una condizione medica da trattare o "aggiustare". Ha spiegato che questa risposta può essere dovuta a diversi fattori, tra cui un periodo di recupero, ipersensibilità clitoridea o semplicemente una mancanza di desiderio di continuare. Ha inoltre evidenziato l'importanza di rispettare l'esperienza individuale delle donne e di evitare di trasformare la capacità di avere orgasmi multipli in un obbligo.
La risposta post-orgasmica varia notevolmente tra le donne e dipende dall'esperienza sessuale individuale e dalla comprensione della propria sessualità. Lombardía ha osservato che molte donne riferiscono che, anche se potrebbe essere fisicamente possibile continuare l'attività sessuale dopo un orgasmo, spesso manca la volontà o la motivazione per farlo.
Ricerche correlate hanno esplorato anche il ruolo dell'ossitocina nell'esperienza orgasmica. Uno studio del 2018 pubblicato in Gynecological Endocrinology ha confrontato i livelli plasmatici di ossitocina in donne orgasmiche e anorgasmiche, trovando livelli più alti nelle donne orgasmiche. Tuttavia, gli autori hanno notato che il campione ridotto e il design dello studio non permettono di stabilire una relazione causale tra i livelli di ossitocina e la capacità orgasmica. Un altro studio del 2018 pubblicato in The Journal of Clinical Psychopharmacology ha esaminato gli effetti dell'ossitocina intranasale su donne anorgasmiche e orgasmiche, anche se i risultati non sono stati riportati nel dettaglio nell'articolo di Medscape.

