Allarme sicurezza all’SPDC di Psichiatria dell’ospedale Santa Chiara di Pisa, dove sette infermieri e quattro operatori socio-sanitari hanno chiesto il trasferimento. Secondo quanto riporta Il Tirreno, nell’ultimo trimestre tre operatori avrebbero già lasciato il servizio, mentre negli ultimi giorni si sarebbero registrate diverse assenze per malattia.
Il segretario provinciale del Nursind Pisa, Daniele Carbocci, definisce le richieste di trasferimento “un dato sicuramente significativo”, sottolineando però che il personale continua a garantire l’assistenza. “C’è un attaccamento al servizio che supera le paure”, ha dichiarato.
Il sindacato denuncia difficoltà nella gestione di alcuni pazienti provenienti dalla REMS di Volterra. In una nota inviata ad Adnkronos, il Nursind segnala episodi di aggressione e l’ingresso nel reparto di oggetti non autorizzati. Tra i casi citati, un paziente avrebbe danneggiato un televisore e minacciato personale e degenti. Una madre ha inoltre riferito di aver visto un degente rientrare con birre e bottiglie di vetro.
La direzione sanitaria e infermieristica dell’Azienda ospedaliero-universitaria pisana ha avviato un’indagine interna. L’azienda evidenzia che il personale è numericamente adeguato e ribadisce la centralità della sicurezza.
Secondo il Nursind, all’interno del reparto sarebbero presenti utenti a “elevata complessità gestionale e potenziale pericolosità”. L’ingresso di bottiglie di vetro e altri oggetti pone interrogativi sulla sicurezza di operatori e degenti.
Le valutazioni sulla pericolosità restano attribuite al sindacato e non possono essere generalizzate a tutti i pazienti psichiatrici o a quelli provenienti dalle REMS. Il tema riguarda l’adeguatezza del setting assistenziale e delle misure di sicurezza.
Sul piano politico, il vicepresidente del Consiglio regionale Diego Petrucci ha convocato una conferenza stampa il 1° ottobre davanti alla REMS di Volterra. Al centro dell’iniziativa, le ricadute della riforma delle strutture toscane sulla sicurezza di pazienti e personale.
La situazione del Santa Chiara si inserisce in un dibattito più ampio sull’organizzazione delle REMS toscane e sulla sicurezza degli operatori e dei degenti.

