Secondo una nuova analisi del Global Burden of Disease Study 2023, pubblicata su eClinicalMedicine, il tasso globale di incidenza del tetano è diminuito del 93,8% tra il 1990 e il 2023. Tuttavia, nel 2023 si stimano ancora quasi 20.000 decessi, con una distribuzione del carico di malattia disuguale e con tassi più elevati tra i neonati. Lo studio evidenzia progressi sostanziali nella prevenzione, ma anche aree di vulnerabilità che richiedono attenzione.
Lo studio
La pubblicazione, firmata dai GBD 2023 Tetanus Collaborators, analizza l’andamento dell’incidenza, della mortalità e dei DALY (anni di vita corretti per disabilità) legati al tetano in 204 Paesi e territori tra il 1990 e il 2023, con stime prodotte dallo Global Burden of Diseases, Injuries, and Risk Factors Study 2023. Secondo gli autori, l’obiettivo è fornire dati aggiornati per orientare le politiche di salute pubblica e identificare i gruppi più vulnerabili.
Il lavoro è di tipo epidemiologico e di programmazione, non clinico, e si rivolge principalmente a ricercatori, decisori politici e programmi di salute pubblica, con un focus indiretto per i professionisti sanitari sull’importanza della prevenzione (vaccinazione, assistenza materno-neonatale, cura delle lesioni, accesso ai servizi).
Gli indicatori analizzati sono prevalenza, incidenza, mortalità e DALY, utilizzati per stimare il carico complessivo di malattia. Vengono utilizzati tassi standardizzati per età per permettere confronti tra popolazioni con strutture demografiche diverse.
Quadro globale
Nel 2023 si stimano 53.478 nuovi casi (intervallo di incertezza 30.198 - 93.877), 19.758 decessi (11.735 - 31.048) e un carico complessivo di 1.243.074 DALY (748.566 - 1.921.250). Dal 1990 al 2023, l’incidenza per 100.000 abitanti è passata da 11,32 a 0,70 (−93,8%), la mortalità da 4,94 a 0,27 (−94,6%) e i DALY da 386,60 a 17,88 (−95,4%). La riduzione dei DALY risulta legata soprattutto alla diminuzione della mortalità prematura.

