“Gli operatori OSS di Villa Fidelis garantiscono un servizio infermieristico H24”. È quanto dichiarato nella sezione “I nostri servizi” sul sito dedicato alla struttura per anziani Villa Fidelis, consultato il 19 ottobre 2026.
Ora, chiariamo subito un punto fondamentale: l’Operatore Socio-Sanitario non è un infermiere e, per legge, non può garantire un servizio infermieristico. L’assistenza infermieristica, infatti, è una responsabilità che spetta esclusivamente all’infermiere iscritto all’Ordine delle Professioni Infermieristiche (OPI).
Il riferimento normativo è il DM 739/1994, il profilo dell’infermiere, che definisce questa figura come responsabile dell’assistenza generale infermieristica. La Legge 42/1999, inoltre, ha abolito il mansionario, fissando il campo di attività della professione su tre basi: profilo professionale, formazione universitaria e Codice deontologico.
Il profilo dell’OSS, invece, è stato definito dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001. Questa figura svolge attività di supporto e collabora con i professionisti sanitari, ma non può sostituirsi a loro.
Una differenza che vale la pena ricordare riguarda anche la nuova figura dell’assistente infermiere, istituita dall’Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024 e dal DPCM del 28 febbraio 2025. Il TAR Lazio, con la sentenza n. 14262/2026, ha chiarito che si tratta di una “figura di ausilio” che non esercita attività di esclusiva competenza infermieristica.
In sintesi, le differenze sono nette: l’infermiere pianifica, gestisce, valuta e ne risponde; l’assistente infermiere esegue su indicazione dell’infermiere; l’OSS collabora e svolge alcune attività su indicazione del personale preposto.
Per le famiglie che affidano un familiare anziano a una struttura, questa differenza è tutt’altro che formale. Se un sito web presenta gli OSS come garanti dell’assistenza infermieristica, potrebbe fornire un’informazione errata su chi, realmente, si prenderà cura degli anziani.

